For the dead ride fast

Introduzione

Il racconto di Bram Stoker, pubblicato postumo dalla vedova dello scrittore, è al centro di un mistero. Secondo alcuni, esso non è nato come una storia a sé; non sarebbe altro che il primo capitolo del Dracula, poi tagliato dietro richiesta dell’editore di Stoker, a cui il romanzo risultava troppo prolisso. L’ambientazione ed i numerosi riferimenti (la Notte di Valpurga, la Stiria, la presenza incombente del Conte) spingono il lettore verso questa seconda interpretazione, mentre alcuni critici hanno fatto notare che l’anonimo protagonista è caratterialmente molto diverso da Jonathan Harker, più cauto e schivo rispetto all’avventuroso inglese, protagonista e ospite del Conte. Data la brevità del racconto, è inutile dilungarsi oltre. Tutto ciò che serve sapere è che le ultime righe del racconto sono tra le più sconvolgenti che potrebbe capitare di leggere in un racconto di Stoker. Voglio anticipare solo che l’ultimo paragrafo apre, agli occhi dell’incauto protagonista e del lettore che si avventura tra queste dense pagine, un mondo d’orrore in cui il Conte è sfidato da potenze infernali che, come lui, “attraversano gli oceani del tempo”.

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